Via Crucis al Colosseo, Papa parla di profughi e vittime

Nel corso della tradizionale preghiera che si è svolta al termine della Via Crucis al Colosseo prima della domenica di Pasqua, il Pontefice si è ancora una volta soffermato su un tema che in questo periodo è sempre più discusso ma anche molto delicato come quello delle aggressioni ai profughi e delle vittime dei naufragi.

Via CrucisOggi come non mai, secondo il Santo Padre, la Croce di Cristo – quella stessa Croce che rappresenta la cattiveria dell’umanità con la quale Gesù venne messo in croce e fatto morire – è attuale, e lo è soprattutto perché rappresenta i più deboli, coloro che sono uccisi, bruciati vivi, sgozzati, coloro che vivono nel silenzio e nella paura perché attaccato dal fanatismo. In questo, Papa Francesco si è rivolto soprattutto a quel fanatismo religioso che è madre del fondamentalismo e delle persecuzioni messe in atto dal terrorismo: la Croce di Cristo è quindi perfettamente visibile anche “nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo“.

Sono soprattutto i bambini, oggi, il Gesù Cristo di allora: la sofferenza, l’aberrazione, la cattiveria, sono tutti elementi che vediamo e che abbiamo visto soprattutto nei bambini, nelle persone più indifese che spesso fuggono da situazioni critiche, come guerre e violenze. Ma non solo: per Papa Francesco, la Croce è anche nei corrotti, nei venditori di armi e di droga, negli abusi dei preti, e nei traditori.

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