La storia di Papa FrancescoIl 13 marzo 2013 il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto come successore di Benedetto XVI con il nome di Francesco.

E’ nato il 17  dicembre 1936 in Argentina da una famiglia di chiare origini italiane, per l’esattezza piemontesi; e all’età di 21 anni gli viene asportata la parte superiore del polmone destro, a causa di una forma grave di polmonite. In quell’epoca, purtroppo, questo genere di malattie polmonari, come le infezioni fungine o le polmoniti, per la scarsità di antibiotici, venivano curate chirurgicamente,  e questo è stata una delle cause che portarono i vaticanisti ad escluderlo dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione.

Si è diplomato Perito chimico e, per un certo periodo si è mantenuto lavorando in una fabbrica dove faceva le pulizie e poi facendo anche il buttafuori in un locale malfamato di Córdoba. In base a ciò che lui stesso ha dichiarato, prima di trovare la sua vocazione ha anche avuto una fidanzata. Entra nel seminario di Villa Devoto e l’11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un primo periodo in Cile e tornando poi a Buenos Aires, per prendere la laurea in filosofia nel 1963. Dal 1964, e nei tre anni successivi, insegna letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.

Riceve l’ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano. Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a superiore provinciale dell’Argentina (dal 31 luglio 1973 al 1979[24]) è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano) a Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per un periodo di studio alla “Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen” di Francoforte sul Meno, con lo scopo di completare la tesi di dottorato, ma non consegue il titolo.Nel breve periodo tedesco Papa Francesco ha modo di vedere e conoscere l’immagine votiva di Maria che scioglie i nodi, devozione che poi contribuirà a diffondere in Argentina. Ritornato in patria diventa direttore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.

Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires, titolare di Auca. Riceve la consacrazione episcopale il 27 giugno 1992 per l’imposizione delle mani del cardinale Antonio Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires, assistito dal vescovo Emilio Ogñénovich e dall’arcivescovo Ubaldo Calabresi.

Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d’Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.

Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II, tenendo un concistoro ordinario pubblico per la creazione di quarantadue nuovi cardinali e la pubblicazione dei due cardinali riservati in pectore nel concistoro del 21 febbraio 1998, lo crea cardinale del titolo di San Roberto Bellarmino.
La presidente dell’Argentina Cristina Kirchner riceve l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio alla Casa Rosada nel 2007. Dal 2005 al 2011 è a capo della Conferenza Episcopale Argentina. E’ inoltre consigliere della Pontificia Commissione per l’America Latina, gran cancelliere dell’Università Cattolica Argentina, presidente della Commissione episcopale per la Pontificia Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, membro della Congregazione per il Clero, membro della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, membro del Comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia e membro del Consiglio post sinodale.

Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell’Episcopato, a favore di un comune appartamento dove si cucinava da solo i pasti. (fonte: Wikipedia)