Papa in Messico: “Non rassegniamoci alla violenza”

Il viaggio del Papa in Messico che si è verificato in questi giorni – e di cui si è parlato anche per la reazione del Pontefice ad un gesto troppo irruento di un giovane che, nel trascinarlo a sé, ha quasi rischiato di farlo arrabbiare – è stato anche occasione per il Pontefice di dare il suo sostegno ed il suo supporto alle persone disagiate.

Papa in MessicoPersone che, in quella terra che spesso è alla mercé dei narcotrafficanti, si trovano a vivere in condizioni di violenza e di corruzione, dovendo accettare situazioni spiacevoli ed oltretutto pericolose come il traffico di droghe, il disprezzo per la dignità degli altri: un sistema sociale che rischia di portare queste persone alla rassegnazione più totale, una rassegnazione che spaventa e disarma.

Proprio in occasione del penultimo giorno in Messico, Papa Francesco, a Morelia, ha parlato soprattutto a preti e sacerdoti: un discorso, quello alle persone religiose che sono giunte nel capoluogo dello stato di Michoacán per ascoltare le parole di fede e di amore del Papa, che è stato occasione per il Pontefice di versare una goccia di speranza e di pace in un oceano di rassegnazione e passività.

Chiedendo di pregare per Carlo Quintero Arce – vescovo emerito di Hermosillo, morto qualche giorno fa – Papa Francesco ha chiesto anche di non lasciarsi trascinare dalla tentazione, che spesso può essere padrona in “ambienti dominati molte volte dalla violenza, dalla corruzione, dal traffico di droghe, dal disprezzo per la dignità della persona, dall’indifferenza davanti alla sofferenza e alla precarietà”. Un momento, quello del viaggio in Messico – e soprattutto della messa a Morelia – che in molti, tra religiosi e fedeli, non dimenticheranno così facilmente.

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